Metano Italia: L’aumento del costo del metano e la crisi Russia-Ucraina

Era oramai da tempo che si avvertivano soffiare venti di guerra, fin dalla fine dell’estate 2021 quando la Russia ha cominciato a ridurre le portate del gasdotto Yamal che, attraversando l’Ucraina, porta il 10 % del fabbisogno del gas in Europa.

Tutto inizia quando volgeva al termine la costruzione del nuovo gasdotto Nord Stream 2, gemello del Nord Stream 1, che dalla Russia potrebbe portare 55 miliardi di metri cubi di gas in Germania e in Europa.

La costruzione Nord Stream 2 è stato portato avanti durante il mandato di Angela Merkel, nonostante la contrarietà della Casa Bianca, che intravedeva un aumento di dipendenza dell’Europa dalla Russia per il proprio fabbisogno energetico. Inoltre, dato i grandi investimenti  nel Oil & Gas degli ultimi anni, l’America avrebbe voluto incrementare  del 50% l’esportazione verso l’Europa del gas, come riportato dal Ilsole24ore in un articolo del 9 luglio 2019.

Riporto alcuni articoli del Ilsole24ore:

9 luglio 2019 Il Sole 24 Ore

21 luglio 2021 Il Sole24 Ore

Il Nord Stream 2 è un progetto da 10 miliardi di euro e l’azienda Russa GAZPROM è la principale finanziatrice, ma ci sono altri finanziatori europei come le tedesche Uniper e Wintershall, la francese Engie, la anglo-olandese Shell e anche l’austriaca Omv.

Certo è che da un punto di vista geopolitico, a seguito della chiusura delle centrali nucleari, la Germania si trova a dover incrementare le forniture di gas per sfamare il proprio fabbisogno di energia. Inoltre, dalla Germania potrebbe venire smistato verso altri paesi europei il gas importato dalla Russia attraverso il nuovo Nord Stream 2.

D’altra parte, la Russia, che ha investito parecchi miliardi nel Nord Stream, non sarebbe più sotto scacco dell’Ucraina e potrebbe risparmiare sul 1,5 miliardi di euro annui che deve pagare all’Ucraina come pedaggio per il transito del gas attraverso gli attuali gasdotti.

A dicembre 2021 la Germania sospende il collaudo e le certificazioni del nuovo Nord Stream 2 come riportato negli articoli che riporto di seguito:

13 dicembre 2021 Ansa

13 dicembre 2021 Il Sole 24 Ore

 La conseguenza immediata è stata l’aumento dei prezzi del gas e, con l’attacco della Russia all’Ucraina e le relative sanzioni, il successivo aumento di tutti i prezzi del carburante. Ovviamente questo causa anche gli aumenti di prezzo di tutte le materie prime.

Nel frattempo l’Italia si sta muovendo nella ricerca di nuovi fornitori di carburanti con paesi amici, ma la speranza è quella di una soluzione rapida alla crisi tra Russia e Ucraina, la cessazione di tutte le ostilità e il conseguente ritorno ad un normale prezzo del metano e dei carburanti.